Renato ci ha lasciati E-mail

“Grazie della tua testimonianza, del tuo amore, della tua totale disponibilità al Cielo e ai fratelli!”


Nessuno dei tanti partecipanti al 13° Meeting Internazionale dei Giovani, svoltosi nei giorni fra il 12 e il 15 agosto 2004, avrebbe potuto immaginare che quelle giornate avrebbero rappresentato le ultime “apparizioni” pubbliche del nostro carissimo Renato.

Egli aveva fatto una breve comparsa nella mattinata di venerdì 13 agosto quando, a tutti i presenti, aveva rivolto calorose espressioni di saluto e di augurio per lo stesso svolgimento del Meeting.

Ma, soprattutto, egli aveva voluto farsi presente nella grande giornata del 15, solennità dell’Assunta, di fronte ad un tendone più che gremito: condotto dalla Vergine Santa al mattino, verso mezzogiorno, quando la “Regina dell’Amore” ha voluto manifestare a tutti, attraverso di lui, parole calorose di benedizione e conforto, raccomandandoci di essere esempio per i giovani (quasi un testamento spirituale di Maria per tutti noi!); presente di nuovo - e quasi a sorpresa - nel pomeriggio, quando Renato ha voluto rivolgere a tutti parole di fede e di perseveranza nella vita del Movimento, voluto dalla Madonna, e per cui egli stesso stava offrendo tutta la sua vita.

Le sue condizioni di salute non sembravano peggiorate nei giorni successivi al meeting; solo a partire dalla serata di mercoledì 25 agosto (in cui, fra l’altro, la Chiesa di Vicenza ricorda la Madonna di Monte Berico, quella per intenderci che Renato vide in sogno nei giorni subito precedenti il 25 marzo 1985), si scatenavano forti dolori che nemmeno più le medicine riuscivano a lenire; per questo e altri motivi il medico curante ha deciso il suo ricovero all’ospedale nella mattinata di lunedì 30 agosto, ma anche lì non si è potuto far altro che constatare un graduale, costante e lento peggioramento delle sue condizioni, nella serata di mercoledì 1 settembre, soprattutto fra le ore 23 e 24.

La moglie Rita - che in modo esemplare era sempre stata accanto al marito durante tutta la degenza a Casa Annunziata prima, e naturalmente all’ospedale di Schio negli ultimi giorni - ha udito Renato che, molto sofferente, con un sottile filo di voce continuava ad esclamare: “Mamma, adesso! Mamma, grazie! Mamma, vengo! Sì, mamma, mamma aspettami!”.

Ancora poche ore, e alle 8.40 di giovedì 2 settembre (allo stesso orario in cui il 25 marzo 1985 nella chiesetta di S. Martino si incontrò per la prima volta con la Mamma Celeste) Renato spirava e si incontrava per sempre con la “Regina dell’Amore”, Colei che aveva detto: “Vi prometto che nell’ultimo tempo della vostra vita terrena, Io vi accoglierò e vi accompagnerò perché il Padre vi accolga”. (2/4/88)

La notizia della scomparsa di Renato si è sparsa subito con immensa velocità fra i collaboratori, i gruppi in Italia e all’estero: in tutti un senso profondo di vuoto, una tristezza generalizzata, mista a sorpresa, un intenso dolore per il fratello che non c’era più, una angosciata spontanea domanda: “Perché, Signore; e adesso?”. Tutti sembravano come storditi eppure - era chiaro - bisognava reagire subito: vi era un gruppo proveniente dal Belgio che doveva essere preparato per la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria prevista per il giorno successivo; c’erano le tristi formalità previste per il funerale da sbrigare; bisognava prepararsi per accogliere gente proveniente da tutta Europa; ma, soprattutto, era necessario pregare, riflettere e stare insieme.
Nel pomeriggio del 2 settembre, circa alle ore 16, è giunta al Cenacolo, accolta dal suono mesto delle campane, la salma di Renato che veniva esposta davanti all’altare per gli ultimi saluti da parte di un flusso interminabile di persone italiane e straniere che, da quel momento fino all’ora delle esequie, ha popolato il Cenacolo pregando, piangendo, sperando.
Fin da subito, e quasi spontaneamente, dopo aver sostato presso la salma di Renato in commosso silenzio, le persone presenti hanno avvertito il dovere di recitare il Santo Rosario: ebbene, poco dopo l’inizio della prima decina e per tutta la durata della prima corona, si è sprigionato un forte profumo che ha riempito tutto il Cenacolo e che si avvertiva particolarmente intorno alla salma; questo non faceva che aumentare la commozione ma anche la certezza della presenza della Madonna accanto a tutti in questo momento di dolore e che, senz’altro, avrebbe continuato a guidare l’opera che Ella aveva permesso, condotta fin lì da quel suo figlio prediletto del quale Ella aveva accompagnato, nella mattinata, la fine dell’esistenza terrena.
E così, a partire da quel momento, all’inizio di ogni ora - a turno - veniva recitata la preghiera mariana per eccellenza; questo, non soltanto di giorno, ma anche durante le notti di giovedì e venerdì, mentre Radio Kolbe sospendeva tutte le trasmissioni per seguire la preghiera continua avvalorata da meditazioni di Sacerdoti e da pause di profondo e riflessivo silenzio.
Due momenti particolari di preghiera vanno segnalati: la recita dell’Ufficio dei Defunti alle 20.30 di giovedì presieduta da Don Beppino e la tradizionale Via Crucis del venerdì alle 21.00 percorsa e offerta in suffragio di Renato.
Sabato 4 settembre (primo sabato del mese), alle ore 14.30, la bara contenente il corpo di Renato veniva chiusa per sempre, portando via dalla vista di tutti colui che aveva pregato, predicato, organizzato, chiacchierato, riso e scherzato, ma anche tanto pianto e sofferto per la gloria di Dio e la salvezza dei fratelli, e che si era completamente immolato per testimoniare a tutti la verità di quanto aveva sentito, visto e comunicato - per volere del Cielo - al mondo intero.
E così, al suono delle campane che sembrava la voce di tutte le opere materiali e spirituali che salutavano per l’ultima volta il loro fondatore, il corteo funebre si muoveva dal Cenacolo alla volta della Chiesa parrocchiale di SS. Trinità dove erano previsti i solenni funerali.
Auto e pullman di parecchie nazionalità europee erano cominciate ad affluire già subito dopo l’ora di pranzo alla volta della chiesa che avrebbe visto la celebrazione dell’estremo saluto a Renato; il sacro edificio era già gremito un’ora prima della cerimonia: tantissimi i giovani e i giovanissimi presenti, mentre la disponibilità dimostrata dalle Autorità civili per la chiusura al traffico delle vie dove sarebbe passato il corteo funebre, favoriva l’ordine, il raccoglimento e la preghiera, qualità che tanto piacevano al nostro carissimo Renato.
Mentre alcuni collaboratori che l’avevano particolarmente assistito durante i suoi ultimi travagliati mesi portavano a spalla la bara dal piazzale antistante la parrocchiale all’interno della chiesa stessa, un lungo e caloroso applauso si alzava spontaneo dalle più di tremila persone presenti e dai quaranta sacerdoti concelebranti: gesto che significava una volta ancora amore, affetto, vicinanza, ma soprattutto il credo in tutto ciò che dal Cielo, Renato aveva ricevuto e trasmesso fino agli ultimi giorni della sua esistenza terrena.
Durante l’omelia il celebrante - e Assistente diocesano del Movimento Mariano “Regina dell’Amore” Don Beppino Bonato - ha sottolineato le tante qualità umane e cristiane di Renato, mettendo in luce come egli sia sempre stato disponibile per tutti e come abbia sempre cercato il dialogo anche nei tempi meno facili della vita dello stesso Movimento; ha poi sollecitato i presenti a raccogliere fatti e testimonianze relativi a Renato e alle eventuali grazie ricevute per mezzo di lui.
La preghiera dei fedeli è stata l’occasione per dire: “Grazie, Renato, della tua testimonianza, del tuo amore, della tua totale disponibilità al Cielo e ai fratelli”; questo grazie commosso è stato pronunciato da parte di tutto il Movimento: volontari, gruppi di preghiera e consacrati a Maria, giovani e giovanissimi, Casa Annunziata, Studio-Radio Kolbe e - nella loro lingua - anche da parte di tedeschi, francesi e belgi.
Dopo la Santa Comunione, il Presidente dell’Associazione “Opera dell’Amore” Silvano Cosaro ha ringraziato tutti i presenti e i sacerdoti e, quasi rivolgendosi a Renato come se fosse stato seduto al primo banco in mezzo ai presenti, ha promesso, a nome di tutti: “continueremo per realizzare i tuoi desideri, facendo tesoro di tanti tuoi insegnamenti e dello stesso esempio della tua vita offerta per amore!”.
Dopo i riti conclusivi, mentre le corali degli adulti e dei giovani intonavano l’inno “O Maria, Regina del mondo...” e alcuni volontari portavano ancora una volta a spalla fuori dalla chiesa la bara di Renato, un altro fragoroso e commosso applauso si alzava dalla gente che aveva partecipato a tutta la cerimonia (molte persone sempre in piedi) con devoto raccoglimento e partecipazione.
Subito si è formato il folto corteo davanti e dietro il carro funebre per accompagnare Renato al cimitero maggiore di Schio: tutti a piedi per le vie della città che conducevano al camposanto mentre numerosi vigili urbani regolavano il flusso del traffico per permettere il passaggio del feretro.
Ancora a spalla è stata portata la bara dal piazzale antistante il cimitero al loculo previsto per la sepoltura: alcune preghiere finali pronunciate da Don Beppino e quindi il pietoso rito della sepoltura; quindi tutti i presenti, quasi in fila indiana, sono passati davanti a quella tomba per un ultimo tocco alla bara, per un ultimo commosso saluto, per una preghiera silenziosa e per esprimere le più sincere condoglianze alla moglie Rita che era sempre stata vicina al marito con il suo profondo, dignitoso, cristiano dolore.
In ciascuno dei presenti, tuttavia, si leggeva la convinzione che quello non era l’addio a Renato ma l’arrivederci a colui che avrebbe continuato dal Cielo a guidare “l’Opera alla quale egli è stato destinato dal Padre a condurre” (cfr mess. mariano del 26 aprile 1987): adesso, senz’altro più di prima e con più energia di prima!